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Le censure sui social sono la prima conseguenza di questa estrema moralizzazione
Sex blogger messe al bando come streghe. Chi ha paura del vibratore?
Nell'epoca dei mega siti porno gratis frequentatissimi, il sesso rappresenta ancora un tabù sotto censura. E mentre nelle chat private dei Social girano foto porno di donne e uomini annoiati, nelle bacheche pubbliche è un problema mostrare il seno di un quadro del '700
Maria Teresa Trivisano | 17 luglio 2018

Niente pose plastiche, pubblicità subliminali, sorrisi costruiti a prova di like. C'è una piccola comunità di blogger che è molto lontana dalle logiche del fashion system. Parlano di sesso e lo fanno in maniera naturale per aiutare uomini e donne ad avvicinarsi al piacere con più consapevolezza. Sono i sex blogger e in Italia si contano sulle dita di una mano. Colpa di un perbenismo sempre più asfissiante che non si scompone per le offensive dei leoni da tastiera, ma si scandalizza davanti all'immagine di un capezzolo o di un vibratore. Miss Juicy Candy, sex blogger italiana, è da tempo nel mirino della censura facebookiana. L'abbiamo incontrata per conoscere la sua attività e il blog Juicy Room dove recensisce sex toys che poi vende online nell'e-shop realizzato con il suo compagno.

Nell'ultimo decennio con l'avanzata del commercio online, i sexy shop si sono convertiti in negozi virtuali. Il successo di questa diffusione dipende inevitabilmente da un fattore economico: chi avvia un'attività online non deve sostenere i costi di affitto e di personale che richiederebbe un negozio su strada. La gente è più libera di acquistare ciò che desidera senza imbarazzi, arriva tutto comodamente a casa nel giro di poche ore, c'è la possibilità del reso e i prodotti hanno dei prezzi più bassi del 30% rispetto allo shop fisico. Nonostante questi vantaggi, il mercato online resta pur sempre un'arma a doppio taglio, perché il cliente che ha più consapevolezza dei prodotti preferisce toccarli con mano, visto che si tratta di oggetti da utilizzare in zone molto delicate.

Tuttavia, se grazie alla crescita dei sexy shop online è più o meno nota a tutti la differenza tra un vibratore e un dildo, la tipologia di piacere che possono stimolare resta spesso un tabù, incidendo profondamente sul fine ultimo dell'acquisto. È qui che entra in campo il sex blogging. Nel suo blog, Miss Jiucy Candy promuove sex toys per igiene e sicurezza, consiglia lubrificanti per migliorare la secchezza vaginale delle donne in chemio, racconta di orgasmi al secondo, parla degli esercizi di Kegel utili a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico nel post partum: tecniche e segreti per vivere meglio, conoscersi di più e acquistare con consapevolezza.

Un supporto prezioso, ma ritenuto osceno dalle "mammine pancine", quell'universo di donne candide e perfettine che contano l'età dei figli in mesi, danno un nome alle proprie vagine, declinano ogni parola con un suffisso vezzeggiativo. A identificarle è stato il blogger Vincenzo Maisto, noto come "Il Signor Distruggere" - seguito da più di 800mila followers - che ogni giorno su Facebook scova i loro post in gruppi pubblici o segreti, intercettandone tutti i pregiudizi bigotti e puritani. «La promozione di una vita sessuale sana è ancora vista come un tabù. Nel mio blog punto a un pubblico femminile, ma raccolgo più consensi da quello maschile. Credo che sia una questione di apertura mentale, sociale, di analfabetismo funzionale» afferma Miss Jiucy Candy. Le censure sui social sono la prima conseguenza di questa estrema moralizzazione. Sebbene le normative su privacy e controllo siano in costante aggiornamento, Facebook è il primo social network a impedire la diffusione di immagini e post a sfondo sessuale, anche se hanno semplicemente scopi educativi o informativi. In questa inquisizione 3.0 essere sex blogger resta un'impresa sempre più difficile, come racconta Miss Juicy Candy: «In Italia siamo pochissime, massimo cinque. Il sesso è un argomento che molti tengono ancora a distanza. Io sono l'unica a fare delle recensioni video dei sex toys, ma proprio perché siamo poche non c'è molta concorrenza, anzi spesso ci aiutiamo a confrontarci. I social sono molto restrittivi, è difficile sponsorizzare le nostre pagine e farci un po' di pubblicità».

In un'Italia ancora troppo bacchettona, più incline a demonizzare un fenomeno piuttosto che a studiarlo, il sex blogging rappresenta un'opportunità, un ponte tra la realtà e i falsi miti che dominano ancora il mondo del sesso, un manuale d'istruzione per i giovani. Secondo Miss Jiucy Candy, i maschi sono le prime vittime di alcune credenze aberranti: «Sono abituati a pensare che "più è duro, più si gode, più è lungo, più dà piacere", ma non è affatto così. Alcuni uomini mi scrivono di non aver bisogno di nulla, perché soddisfatti dei loro 24 cm, ma non capiscono che se non li sanno usare non servono a niente. Non a caso c'è anche molta richiesta di ingranditori e farmaci per allungare il pene». Poi c'è la scuola: secondo il rapporto Sexuality Education in Europe finanziato dalla Commissione europea nel 2006, “l’offerta di educazione sessuale in Italia è notoriamente inadeguata”. Il nostro è uno dei pochi paesi dell'Unione Europea in cui non è obbligatorio fornire un'educazione sessuale ai ragazzi. In Svezia, tale insegnamento è obbligatorio dal 1955, in Olanda sono previste lezioni sulla conoscenza del corpo umano, nudità e differenze tra uomo e donna, già a partire dai quattro anni. 

La conseguenza di tutto questo è che senza adeguate istruzioni, i ragazzi viaggiano allo sbando nel mare magnum del porno mainstream. Confondono il vero piacere con un video hardcore girato in casa, pubblicato in rete e destinato a rovinare per sempre la vita dei protagonisti: la cronaca pullula di casi di revenge porn e di sex extorsion. Ossessionati da sfoghi voraci e veloci, incappano in gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili. «C'è bisogno di una comunicazione diversa con i ragazzi: dovremmo abbandonare un po' i toni minacciosi e adottare un approccio più sereno che li aiuti a conoscere meglio il proprio corpo. Solo così potremmo aiutarli a essere più consapevoli e rispettosi dell'altro sesso». Parola di una sex blogger.

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