Migranti, un poliziotto insegna come si alza la voce con la Francia
In un video una lezione sempre valida di diplomazia internazionale data nel rispetto dei più deboli e non sulla loro pelle. A darla non è un ministro, ma un poliziotto italiano
14 giugno 2018

C'è un video, tra quelli che girano i rete, che andrebbe usato nelle facoltà che trattano le relazioni internazionali. E' del 2015 e lo si trova sul canale youtube di La7. Utile a noi italiani e maggiormente a quella parte di Governo che dopo aver dimostrato  tanta dimestichezza con i social nella lunghissima campagna elettorale, oggi è chiamato alla prova dal mondo reale delle complesse politiche nazionali e internazionali. Al confine con l'Italia, il poliziotto rimanda in Francia tre minori espulsi con i metodi grossolani dei nostri confinanti. Purtroppo - per loro, per i francesi - dall'altra parte c'è un poliziotto che si dimostra nel breve filmato  intelligente, umano e preparato e che rimanda indietro i tre migranti. "Sono minori" e poi rivolto ai tre ragazzi "Tornate in Francia", mentre ai gendarmi  ammutoliti intima: voi li portate in Francia e li affidate ai vostri servizi sociali. Ma la differenza tra un italiano e un qualsiasi altro europeo sta nel passaggio finale: "Mi dispiace con il cuore - dice il poliziotto - ma non si fa con i bambini". Tutto senza urla isteriche, minacce diplomatiche e soprattutto nel rispetto dei più deboli. Il video è una lezione di autorevolezza e umanità per tutti, esempio di come si può pretendere la prima (legittimamente) senza perdere la seconda.

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