Le firme di coloro che istituirono la CEDU
Scuola, l'Ue indaga sugli eterni contratti a tempo determinato
L'Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori ha presentato due ricorsi alla Corte Europea dei Diritti Umani per quanto riguarda il personale docente e ATA e il personale abilitato escluso dalle Graduatorie ad Esaurimento
Roberto Bertoni | 3 maggio 2018

L'Unione Europea sembra intenzionata a non accettare più l'ostinazione dell'Italia nel respingere i precari della scuola, benché essi siano stati selezionati e abilitati alla professione, come ad esempio i maestri in possesso del diploma magistrale. 

Lo ha ribadito la commissaria UE all'Occupazione Marianne Leonie Petrus Thyssen, la quale, rispondendo a un'interrogazione dell'eurodeputata del M5S Rosa D'Amato sulla legittimità della normativa italiana rispetto alla clausola 5 della direttiva 70/99, in particolare per quanto concerne il principio di non discriminazione, ha asserito: "La Commissione è al corrente della situazione dei lavoratori a tempo determinato nel settore dell’istruzione pubblica in Italia e sta attualmente valutando se la legge italiana protegga adeguatamente i lavoratori dall’utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato”.

La risposta dell'Unione Europea alle gravi mancanze del nostro paese potrebbe essere molto dura, in quanto l'Italia è tenuta ad attenersi alle indicazioni espresse anche attraverso le direttive. 

A tal proposito, l'ANIEF (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori) fa notare di aver già presentato due ricorsi alla CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) per quanto riguarda il personale docente e ATA e il personale abilitato escluso dalle GaE (Graduatorie ad Esaurimento) e tradito dal reclutamento transitorio. Il sindacato ha, inoltre, promosso un nuovo ricorso alla Corte di Giustizia Europea sull'esclusione del personale di ruolo dagli indennizzi per l'abuso dei contratti a termine.

“Il fatto che la tensione sia tangibile tra i centomila supplenti abilitati che ogni anno sono chiamati dallo Stato a garantire l’erogazione del servizio scolastico – afferma Marcello Pacifico, presidente ANIEF e segretario confederale CISAL – lo si comprende dal quarto sciopero proclamato in pochi mesi: l’ultimo, quello di oggi e domani, a conclusione di uno sciopero della fame attraverso il quale si chiede alla politica un intervento urgente per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, in attesa dei nuovi concorsi”.

“Lo studio legale dell’ANIEF – continua il suo presidente nazionale – sta infine valutando se inserire nei ricorsi per la stabilizzazione e per il risarcimento dei precari anche la richiesta di rinvio pregiudiziale per palese violazione delle norme antidiscriminatorie sull’accesso al lavoro del personale docente inserito nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, con inevitabili danni non patrimoniali a carico dello Stato italiano”.

Nuove mobilitazioni sono in atto in questi giorni, al fine di superare gli effetti dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 20 dicembre scorso e permettere la riapertura delle GaE: un passaggio fondamentale per non far cadere le nostre scuole nel caos, per il rispetto del diritto e per la tutela di decine di migliaia di abilitati che altrimenti correrebbero il rischio di diventare precari a vita.

 

 

 

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