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Locorotondo Puglia (photo PierMarino Zippitelli)
Vacanze, Gallipoli soffre ma la Puglia resta regina dell'estate
Dalle vacanze estive ai matrimoni da favola fino agli investimenti immobiliari, gli stranieri, soprattutto inglesi, hanno sviluppato una vera e propria passione per la Puglia. Senza dimenticare la letteratura che alimenta l’immaginario e la voglia di viaggiare.
Tiziana Sforza | 6 agosto 2018

Press tour, agency tour, wedding trip: la strategia di marketing territoriale pugliese le ha studiate tutte per attrarre turisti stranieri. E, anche se Gallipoli la regina (o ex) del turismo pugliese a luglio ha perso prenotazioni (stime non ufficiali parlano del 30% - 40%),  i risultati si vedono. Gli stranieri vanno pazzi per la Puglia, primi in classifica gli inglesi.

Nel 2016 la Puglia è stata scelta da 3,7 milioni di turisti per le proprie ferie, di cui gli stranieri rappresentavano il 23%. Al primo posto gli inglesi, seguiti da statunitensi, francesi e tedeschi. E’ andata bene anche nel 2017: secondo le stime dell’osservatorio regionale del turismo, basate sul periodo compreso fra gennaio e settembre, si è registrato un aumento di presenze del +3% e +4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dove il turismo internazionale ha avuto un incremento di arrivi del 5% e del 7,5% di pernottamenti.

 

Per farsi conoscere e apprezzare all’estero, la Puglia si è giocata le carte tipiche del settore: dalle pubblicità su riviste patinate di turismo agli stand alle fiere tematiche, dai video promozionali all’immancabile campagna di comunicazione social basata sull’hashtag #WeareinPuglia. Senza contare i cosiddetti “press tour”. Ad esempio dal 26 al 30 gennaio 2018 si è svolto un “Educational tour” rivolto a giornalisti e blogger inglesi dal titolo “Terra delle Gravine, a new destination between Matera and Taranto”. Il progetto, finanziato nell'ambito Programma operativo Regionale Puglia FESR-FSE 2014 – 2020, dimostra quanto la Puglia stia investendo per attrarre soprattutto gli inglesi.

E i risultati di questa strategia si vedono. Il 21 giugno di quest’anno il Daily Telegraph ha pubblicato la classifica delle spiagge italiane più belle. Al primo posto spicca la Puglia: “Some of the best beaches in mainland Italy are in Puglia – particularly in a string of pristine sandy strands south of the historic towns of Avetrana and Manduria, the latter famous for its Primitivo wine. For white sand, translucent water and informal beach-shack lunches, head for the seaside villages of Punta Prosciutto (Ham Point) or Torre Colimena”.

(Alcune delle migliori spiagge dell'Italia continentale sono in Puglia - in particolare in una serie di spiagge incontaminate sabbiose a sud delle città storiche di Avetrana e Manduria, quest'ultima famosa per il suo vino Primitivo. Per la sabbia bianca, l'acqua trasparente e i pranzi informali sulla spiaggia, dirigetevi verso le località balneari di Punta Prosciutto - Ham Point - o Torre Colimena).

 

Anche il Daily Mail, popolare magazine inglese, ha dedicato un articolo di viaggio alla Puglia nel febbraio 2018: sicuramente il periodo migliore per comprare dei biglietti aerei a buon mercato con compagnie low cost o di bandiera che connettono il Regno Unito a Bari o Brindisi. Mark Palmer, autore dell'articolo pubblicato nella sezione "Viaggi" del giornale, racconta il suo viaggio a Savelletri, Ostuni, Lecce e Cisternino. Già il titolo dell’articolo la dice lunga: “Italy's heel is the real deal! Forget chi-chi Tuscany, down-to-earth Puglia is a proper charmer” (Il tacco d'Italia è il vero affare! Dimenticate la Toscana, il vero incanto è la Puglia). La sua esperienza è riassumibile nell’ultima frase dell’articolo: “Puglia is where you just ask the chef to come up with what he thinks best, knowing that you’ll still have euros left for a taxi home. This region might be growing in popularity, but still clings to its tried-and-tested ways” (La Puglia è dove basta chiedere allo chef di inventarsi ciò che gli viene meglio, consapevole che ti resterà ancora qualche euro per rientrare a casa in taxi. Questa regione potrebbe crescere in popolarità, ma è ancora aggrappata alle sue abitudini collaudate).

 

Una buona parte della fascinazione che gli stranieri in generale, e gli inglesi in particolare, provano nei confronti della Puglia deriva dall’immaginario alimentato dalla cinematografia. Andrew ed Emily, appassionati di viaggi e fotografia, vivono nell’East London e curano il travel blog www.alongdustyroads.com sulle cui pagine hanno celebrato le bellezze della Puglia, visitata in 10 giorni di viaggio on the road. Oltre a qualche lamentela ampiamente giustificata (ad esempio il costo stratosferico dei parcheggi degli stabilimenti balneari e dell’affitto di ombrellone e lettino nei lidi salentini, il personale non autorizzato che pretende “la mancia” per aiutarti a far benzina al distributore automatico, etc.…), non mancano considerazioni che sicuramente attraggono gli inglesi alla ricerca della Puglia di cui è intriso il loro immaginario, ma che alle orecchie di un italiano potrebbero suonare come cliché: “Elderly nonnas chatting on the side of the street, each sporting identical haircuts, 'Ape' trucks still being used, as, well, trucks, vespas everywhere and groups of old men playing cards in the late afternoon sun. It was like watching a movie!”

(Nonne anziane che chiacchierano sul bordo della strada, ognuna con lo stesso identico taglio di capelli, le "Ape" ancora in uso come camioncini, Vespe ovunque e gruppi di anziani signori che giocano a carte al sole del tardo pomeriggio. Era come guardare un film!)

 

Voglio andare a vivere in campagna…

Non solo turismo, ma anche investimenti immobiliari. Da qualche anno si assiste a un boom di acquisti da parte di inglesi, tedeschi e americani di case e masserie in Salento, nella Valle d’Itria e nelle campagne di Fasano. In barba alla Brexit, alle tasse sulle abitazioni alla burocrazia italiane, gli investimenti immobiliari fatti dagli inglesi aumentano. In un periodo in cui molti giovani italiani vanno all’estero per trovare un lavoro all’altezza della loro preparazione e titolo di studio, e in cui molto pensionati italiani si trasferiscono – incluso il cambio di residenza - in Spagna o in Portogallo perché il costo della vita e le tasse sono più bassi, gli inglesi fanno il ragionamento inverso e si trasferiscono in Italia per il clima più mite, il cibo più saporito e il costo della vita più basso.

Secondo il report del primo semestre 2017 di Gate-away.com, il portale immobiliare dedicato agli stranieri che vogliono comprare una seconda casa in Italia, fra le mete preferite ci sono Ostuni e Carovigno. Brindisi si conferma come provincia che attrae più investitori: oltre sei su dieci (64%).

Gli stranieri preferiscono acquistare case indipendenti e possibilmente in centri piccoli dove trovare anche un ambiente più tranquillo, silenzioso e lontano dal caos metropolitano. Cosa che sicuramente non manca nelle campagne della Valle d’Itria o nei dintorni di Fasano.

 

Vieni a sposarti in Puglia, Puglia, Puglia…

Un altro volano del turismo straniero in Puglia è il business del matrimoni: Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Bari e Bat, afferma che il settore ‘wedding’ in Puglia produce un fatturato di 6,3 milioni di euro. Fiutato l’affare, Confindustria Bari e Bat ha creato la Sezione Ricevimenti che mette in rete imprese che lavorano nel settore del ‘wedding’ e tutto il suo indotto.

La Puglia annovera matrimoni passati alle cronache per sfarzo e spettacolarità: atmosfere a “monsoon wedding” nel 2014 per il matrimonio della terzogenita di Pramod Agarwarl, magnate indiano del ferro, durato 3 giorni e celebrato tra Masseria San Domenico e Borgo Egnazia alla presenza di 800 invitati. Il 31 agosto 2017 il matrimonio Cohen-Sutton ha riunito 350 invitati ancora una volta a Borgo Egnazia.

E’ un settore su cui la Puglia sta cercando di recuperare terreno. In Italia la filiera produttiva del ‘wedding tourism’ ha un fatturato di circa 380 milioni di euro e coinvolge 52.600 operatori (wedding planner, fotografi, floral designers, film makers, e oltre ottomila strutture). Spetta agli inglesi anche il primato degli stranieri che scelgono di sposarsi in Italia (26,4%), seguiti da americani (20,7%) e australiani (8,4%). La regione più gettonata è la Toscana che, secondo De Bartolomeo, “concentra il 32% della quota di mercato, seguita da Lombardia (15,8 %) e Campania (14,4 %)”. Alla Puglia rimane il 3,8% della quota di mercato. A scegliere la Puglia come scenario del giorno più bello, sono ancora una volta gli inglesi (17%), seguiti da canadesi (16%) e americani (13%), che privilegiano masserie e agriturismi, castelli, sale ricevimento, ‘relais’ di lusso.

 

Ritrovare la Puglia in un libro

Non meno importante il ruolo giocato dalla letteratura nella promozione della Puglia nella wish list dei posti da visitare. Fra le storie di autori inglesi ambientate in Puglia, meritano menzione “The Night Falling” della scrittrice Katherine Webb e “Head Over Heel” del giornalista Chris Harrison.

Ad alimentare il fortunato filone della letteratura gastronomica ci pensa Elisabetta Minervini, originaria di Molfetta e fondatrice a Londra di Alma Books: il suo libro di ricette pugliesi “Mammissima”, pubblicato dalla Bloomsbury (la casa editrice di “Harry Potter”), racconta di come una mamma pugliese trapiantata Londra cerca di nutrire in modo sano e secondo la dieta mediterranea figli e amici, deliziandoli con pasta al forno, orecchiette e focaccia. Dopo aver letto il suo libro, come resistere alla tentazione di prendere il primo volo disponibile e andare ad assaggiare di persona le prelibatezze citate?  

 

Fa venir voglia di partire immediatamente anche “That Summer in Puglia”, romanzo di esordio di Valeria Vescina che, come Elisabetta Minervini, vive e lavora a Londra. Ambientato in Puglia, salutato con ampio successo di pubblico e critica al FT Weekend Oxford Literary Festival lo scorso 23 marzo, “That Summer in Puglia” è una storia da leggere magari proprio mentre si sta pianificando la propria vacanza a Ostuni e dintorni.

Tuttavia non ci troviamo di fronte a un romanzo costruito a tavolino per attrarre in Puglia potenziali viaggiatori inglesi. E’ piuttosto un inno d’amore nei confronti della regione in cui Valeria Vescina è nata e ha vissuto fino all’età di 13 anni, e che ha lasciato per seguire una strada che l’ha portata, dopo gli studi in Svizzera e in Inghilterra, a cariche di alta responsabilità nella City di Londra.

 

Ambientato fra Londra e Ostuni negli anni Ottanta, “That Summer in Puglia” è la storia di Tommaso che, lasciata la Puglia per una vita appartata nella metropoli inglese, quasi nell’anonimato, dopo trent’anni si ritrova all’improvviso alle prese con la notizia della morte della madre e di una eredità da recuperare. La sua storia si intreccia con quella di Will, investigatore privato che ha il compito di trovarlo, informarlo e convincerlo a tornare in Puglia. “La Puglia è il contesto adatto a modellare e mettere alla prova i personaggi. Offre uno scenario ideale per la narrazione – spiega l’autrice - le vicende dei personaggi si radicano nelle stratificazioni storico culturali del territorio. I protagonisti camminano per le strade di Ostuni, dove passato e presente si mescolano, dove convivono tradizione e modernità, religione e secolarismo”. 

Valeria forse non avrebbe mai immaginato di potersi dedicare alla scrittura una ventina di anni fa. Dopo la laurea in Relazioni Internazionali all’Università di Birmingham e uno Sloan Master in Management presso la London Business School, ha lavorato per anni come dirigente nella City, occupandosi particolarmente di strategia, organizzazione e comunicazione aziendale relative a fusioni, acquisizioni ed emissioni azionarie, una esperienza che ha contribuito ancora una volta a farla riflettere sulle più diverse motivazioni comportamentali.

Ma a un certo punto ha lasciato la carriera finanziaria per diventare scrittrice. Come in tutte le scelte della sua vita, si è data criterio e disciplina, iscrivendosi al Master in Creative & Life Writing del Goldsmiths College (University of London). Oggi insegna scrittura creativa ed è attiva come critico letterario e di opera lirica per la European Literature Network, Seen And Heard International e Talking Humanities. E’ anche nel comitato direttivo del Hampstead Arts Festival.

 

Dal management alla narrativa il salto può sembrare grande, ma nel suo caso è poco sorprendente: “Ho sempre amato scrivere e divorare letture; e poi anche la mia prima carriera richiedeva scrittura e creatività. L’arte e la musica non sono estranee ai miei percorsi: mia madre è una storica dell’arte, mio padre ha diretto per decenni una galleria ed io non ho mai smesso di studiare musica e bel canto. Penso che ciascuno racchiuda in sé il potenziale per varie direttrici. La mia traiettoria riflette forse il bisogno di esprimere il mio lato creativo nutrito dall’amore per l’arte, la letteratura, la musica e dalla necessità di conoscermi e conoscere l’altro.”

 

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