L'Italia è un paese vecchio
Pubblicato l'Annuario Istat. Il volume contiene l'istantanea di un Paese di anziani, litigioso e che fa fuggire i giovani
nostro servizio | 3 gennaio 2019

Meno giovani e più divorzi in un Paese dove crescono gli stranieri, i single e da cui i cervelli scappano. Il ritratto dell’Italia e della sua evoluzione dell'Annuario statistico 2018 di fresca pubblicazione vale più di mille considerazioni, per chi vede nei numeri un imparziale obiettivo sui fenomeni umani e sociali. Dunque, l'Italia al primo gennaio 2018 è ufficialmente il paese  più vecchio al mondo dopo il Giappone. Questo, per colpa del saldo negativo tra nascite e morti, della fuga degli italiani verso l'estero, soprattutto dei laureati, e della scelta sempre crescente di non mettere su famiglia. Dati preoccupanti, non politicizzati perché a snocciolarli è una fonte attendibile, l'Istat, l'Istituto nazionale di statistica che dal 1926 dà i numeri del Paese.

L'Annuario pubblicato dall'Istat spiega passo per passo come si arriva alla pesante constatazione. 

Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente in Italia è pari a 60.483.973 unità, oltre 105.000 unità in meno rispetto all’inizio dell’anno. Il saldo naturale, già negativo, continua a calare, passando da -141.823 nel 2016 a -190.910 nel 2017. Il saldo migratorio con l’estero, pari a 143.758 unità nel 2016, aumenta e arriva a 188.330 unità nel 2017. Al 1° gennaio 2018 la popolazione straniera residente è pari a 5.144.440 unità, l’8,5 per cento del totale dei residenti, con un incremento, rispetto all’anno precedente, dell’1,9 per cento (circa 97 mila unità). Nel 2017 continua il calo delle nascite: i nati vivi, che nel 2016 erano 473.438, nel 2017 passano a 458.151. Il tasso di fecondità totale nel 2016 scende ancora attestandosi su 1,34 figli in media per donna. Nel 2017 il numero dei decessi aumenta e raggiunge le 649.061 unità, 33.800 in più rispetto all’anno precedente. La speranza di vita alla nascita (vita media) presenta una battuta d’arresto attestandosi a 80,6 anni per i maschi, come lo scorso anno, e a 84,9 per le femmine, rispetto a 85,0 del 2016.

Così, a renderci una Nazione di vecchi sono soprattutto il calo delle nascite e la fuga dei giovani all'estero

L’insieme di queste dinamiche rendono l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo, con 168,9 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al 1° gennaio 2018. Nel 2016 i matrimoni continuano a crescere, in linea con l’aumento già riscontrato l’anno precedente: si passa dai 194.377 matrimoni del 2015 ai 203.258 del 2016. Le separazioni legali passano da 91.706 del 2015 a 99.611 del 2016 e i divorzi aumentano in misura marcata, in seguito anche all’introduzione del cosiddetto ‘divorzio breve’, passando da 82.469 a 99.071. Nell’arco di vent’anni il numero medio di componenti in famiglia è sceso da 2,7 (media 1996-1997) a 2,4 (media 2016-2017). Sono progressivamente aumentate le famiglie unipersonali (dal 20,8 per cento al 31,9 per cento) e si sono gradualmente ridotte le famiglie di cinque o più componenti (dal 7,9 per cento al 5,3 per cento).

 

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