Sclerosi multipla? Combatterla col gioco
Nicole Cascione | 8 luglio 2016

Vent’anni trascorsi sulle stampelle, in compagnia della sclerosi multipla eppure Vito Porreca, oggi 54enne, non ha mai perso il sorriso e la gioia di vivere. Forse il vero miracolo è proprio questo, la capacità di non perdere mai l’ottimismo e la voglia di svegliarsi ogni mattina per affrontare una nuova giornata, nonostante la malattia, nonostante le stampelle, nonostante una patologia neurodegenerativa.

Era il 1996 quando Vito, all’età di 34 anni, scoprì di essere affetto dalla sclerosi multipla. “Era il mese di marzo quando iniziai ad avvertire i primi sintomi. Poi a settembre, mentre passeggiavo con mia figlia tra i padiglioni della Fiera del Levante, caddi sull’asfalto, senza neanche sapere il perché. E da allora sono costretto a camminare e a muovermi con le stampelle”. La malattia e le cure ad essa collegate hanno portato nuove patologie, come il diabete e gravi problemi alla vescica. Vito ha avuto al suo fianco una famiglia che l’ha sorretto nei momenti di difficoltà, consapevole dell’enorme fortuna che ha avuto nella sfortuna. Molti sono infatti coloro che, colpiti dalla malattia, restano soli. Purtroppo la sclerosi multipla è una patologia che non colpisce mai solo la persona affetta, ma coinvolge anche i familiari vicini.

logohbari Ma se è vero che il bene porta bene, Vito dal bene ricevuto dalla sua famiglia e dai suoi parenti, ha tratto la forza per andare avanti e, una volta stabilizzatosi, ha deciso di tornare a praticare lo sport che sin da bambino ha sempre amato, il basket. Questa volta, però, in carrozzina. Si è iscritto all’associazione sportiva nata da un’idea del suo presidente Giovanni Romito che, anni addietro, decise di dare vita ad un’associazione in cui i soggetti diversamente abili potessero trovare una forma riabilitativa diversa da quella fornita dalle solite strutture ospedaliere. Si tratta di un progetto nel quale l’attività sportiva è intesa come strumento di benessere per la persona diversamente abile.

Proprio alla luce di questo, il progetto è largamente condiviso dalla FIPIC, dalla “Fondazione cassa di risparmio di Puglia”, dalla Ferrotramviaria e dalla Regione Puglia perché permette alle persone di tutte le età di essere seguite con programmi volti al massimo sviluppo delle loro potenzialità, senza tralasciare il divertimento, la condivisione di uno sport e l’unione di squadra.Un’associazione che non offre solo questo, infatti tanti sono i progetti di solidarietà in cui sono coinvolti gli stessi iscritti, come quella del sostegno alle famiglie bisognose grazie alla collaborazione con il Banco delle Opere di Carità di Bitonto.

Lo sport e la solidarietà, quindi, insieme per curare non solo il corpo, ma soprattutto la mente. “Quando sono arrivato in associazione sono stato accolto come se fossi uno di famiglia. Per me è stato davvero molto importante. Non ho mai perso il sorriso, nonostante la malattia, ma da quando frequento l’associazione il sorriso me lo porto dentro sempre, anche nei momenti più difficili”.

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