Facciamoci sentire
Ersilia Cacace | 1 ottobre 2016

“FacciamociSentire” è una iniziativa di Sara Giada Gerini che, si è fatta portavoce di una richiesta rivolta a emittenti televisive, servizio pubblico in testa, enti che fino ad‘ ora si sono dimostrati “sordi” a un’esigenza di circa 21.500 persone, un paradosso questo, poiché Sara Giada, come i 21.500 (la stima risale al 1993) è affetta da sordità. Ebbene, la sua richiesta è questa, che ogni trasmissione sia supportata da sottotitoli.

L’unità stimata nel 1993 di 21.500 individui è riferita agli adulti sordi che, usano quasi esclusivamente il linguaggio gestuale.  La lingua dei segni ne è l’espressione più visibile, attraverso di essa le persone sorde – e udenti – possono comunicare, ideare poesie, narrare storie.

Chiediamo a Sara Giada di raccontarci un po’ di sé partendo dalla sua infanzia. Com’era il tuo rapporto con la tv, da bambina guardavi i cartoni animati?

Io mi mettevo lì davanti alla TV a fantasticare sui loro dialoghi. Sono stata sempre amante dello sport, soprattutto la pallavolo. Per chi è “vecchio” come me, negli anni 80, quando impazzavano i cartoni animati di Mila e Shiro, Holly e Benji e altri personaggi simpatici, se ci pensate bene, i sottotitoli non esistevano. Fa nulla, io mi mettevo lì davanti alla TV a fantasticare sui loro dialoghi e guardare Mila che schiacciava il pallone oltre la rete mi faceva impazzire. Diventavo matta ogni volta che faceva punto, festeggiavo con lei e sognavo di poter fare la stessa cosa un giorno. Era il mio idolo. Direi che quella persona del cartone animato riusciva a trasmettermi la sua forza, le sue battaglie diventavano le mie, la sua grinta e le sue espressioni mi facevano sentire viva. Leggevo i suoi gesti e ridevo di quello che vedevo. Mi faceva ridere, così ho conosciuto la pallavolo. Ho conosciuto la TV senza i sottotitoli, non mi pesava all’inizio. In famiglia, c’era sempre qualcuno che mi raccontava. Le vere difficoltà sono cominciate dopo, soprattutto quando scelsi di vivere da sola senza nessuno che mi aiutasse a “sentire” il linguaggio verbale. A decifrare quello che diceva quello schermo. Sì, è così . Oramai sono 10 anni che vivo sola. Mi considero una donna autonoma ed indipendente. Faccio l’istruttrice di beachtennis, collaboro con diverse associazioni sportive, ho fatto la segretaria, ho fatto l’impiegata in un negozio di telefonia (per paradossale che possa sembrare). Sono anche una personal shopper, faccio sport, disegno, guido, cucino, leggo libri, amo socializzare con tutti, insomma, faccio tutto…anche se diverse volte mi è capitato di lasciare le persone fuori dalla porta di casa perché non sentivo il citofono o il telefono squillare. Il mio campanello è la mia cagnetta Athena. Nonostante sia molto occupata fuori di casa, mi piace anche dedicarmi a me stessa. Mi piace farmi una serata da sola in casa, divano e TV, relax con la mia amata pelosetta. Accendo la tele e lì oramai so che non posso “scegliere” liberamente un programma perché non tutti hanno i sottotitoli. E’ vero, il telecomando dà la possibilità di schiacciare il tasto ” txt subtitles “ e in base al programma che scegli puoi verificare le funzioni dei sottotitoli… solo che i sottotitoli non sempre sono presenti. Un documentario non lo posso vedere sempre. Un film o telefilm non sempre sono sottotitolati. Il telegiornale ad alcune ore non è sottotitolato, se lo è, e molto superficialmente. Un talk show quasi mai.   Partite di calcio o pallavolo…mai.
Potrei continuare per ore ad elencare cosa non posso seguire. OK, mi arrabbio. Mi chiedo “Ho comprato una TV per cosa? Ci vedo ma non sento…che me ne faccio?”
Vivo sola ma non posso scegliere neanche di guardare, quello che molte delle persone che mi hanno scritto hanno definito, la “spazzatura” televisiva. Si è vero, forse non mi perdo niente ma, credo che sia un mio diritto di poter giudicare quello che voglio o non voglio guardare. Siete d’accordo? La TV è forse spesso nociva, vero, condivido, ma voglio deciderlo io. Tutto può essere nocivo, il PC, il telefono cellulare. Tutto dipende da come li usi , bisogna saper gestire questa “spazzatura” e io rivendico il diritto di scelta. Soprattutto non posso condividere con i miei amici, la mia famiglia e tutti, le emozioni, le opinioni, i pensieri prodotti da ciò che hanno “sentito” in giro. Io devo vedere/sentire per poter dire la mia.

Perciò chiedo rispetto di questo diritto per tutti noi sordi, vogliamo vivere “direttamente” situazioni ed emozioni.

Abbattiamo insieme il muro che ce lo impedisce!

Sara Giada Gerini ci chiede solo questa cortesia, di cercare su Facebook il suo video e condividerlo per sostenere la sua crociata.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=RG1pGdK5LuY

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