Scappati, spariti o soppressi?
Nicole Cascione | 14 novembre 2016

penelopePaura, angoscia, disperazione, questi gli stati d’animo di chi subisce la scomparsa di un proprio caro. I dati riguardanti le persone che ogni anno scompaiono sono decisamente allarmanti. Basti pensare che fino al 30 giugno 2013, le persone ancora da rintracciare in Italia erano 27 mila, di cui poco più di 15 mila maggiorenni e quasi 12 mila minorenni. Attualmente il numero si aggira intorno alle 30mila. E’ importante dunque sensibilizzare soprattutto i più piccoli a questo fenomeno in forte crescita e, in questo contesto, molto importante è il lavoro delle associazioni presenti sul territorio. Una tra queste è l’associazione Penelope Onlus Puglia, presente anche a livello nazionale, che ha dato vita ad una serie di progetti che mirano a diffondere la conoscenza di questi eventi che spesso, purtroppo, riguardano minorenni, come l’opuscolo, realizzato per le scuole, nel quale vengono illustrati i primi passi da compiere nel momento in cui un familiare scompare senza lasciare traccia.

Nata il 9 dicembre del 2002 a Potenza, grazie all’impegno di Gildo Claps (padre di Elisa Claps, la sedicenne scomparsa nel 1993) e di Don Marcello Cozzi, Penelope è un’associazione che lavora in sinergia per proporre eventuali soluzioni e misure in grado di rendere più efficaci gli interventi di ricerca delle persone scomparse. Oggi sono 17 i comitati territoriali presenti in Italia, da nord a sud che, attraverso protocolli d’intesa e convenzioni, operano in sintonia anche con altre realtà territoriali per sostenere chi vive il dramma della scomparsa sulla propria pelle. Per rafforzare la rete di ricerca e supportare maggiormente i familiari colpiti dal dramma, infatti, è stato anche sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’associazione Penelope Onlus e i Rangers d’Italia.

Tante le storie di cui l’associazione si è occupata. Come quella del piccolo Mauro Romano, di soli 6 anni, che scomparve nel 1977 a Racale, in provincia di Lecce e non fu mai ritrovato; o come quella del giovane militare di Bari, Luigi Fanelli, scomparso nel 1997, all’età di 19 anni, anch’egli più ritrovato. Su quest’ultimo però, le indagini accertarono che si trattò di un omicidio passionale. La sua fidanzata, infatti, dopo aver ricevuto uno schiaffo da Luigi, chiese l’intervento di alcuni amici, appartenenti ad un clan del capoluogo pugliese. Del corpo non fu mai trovata alcuna traccia e solo di recente un pluripregiudicato barese si è autoaccusato dell’omicidio, per il quale era stato già processato e assolto, insieme ad un altro imputato, nel 2008, con sentenza ormai passata in giudicato. Proprio per questo, le sue dichiarazioni non sono state più usate contro di lui.

Numerosi sono gli episodi accaduti su tutto il territorio italiano, molti dei quali finiti sotto i riflettori mediatici e tanti altri invece di cui non si è mai sentito parlare, come i numerosi migranti che giungono sulle nostre coste e che scompaiono senza lasciare alcuna traccia.

Foto in copertina: © Sera Photography (CC BY-ND 2.0)

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