Ricerca medica, attiva la raccolta fondi per salvare l'Isbem
L'Istituto scientifico Bio Medico Euro Mediterraneo si trova a Mesagne, in provincia di Brindisi
Federica Marangio | 28 giugno 2018

Rischia di chiudere l’istituto di ricerca Isbem. Ma a Mesagne (Brindisi), sede dell’Istituto scientifico Bio Medico Euro Mediterraneo, non si getta la spugna. È partita una campagna di raccolta fondi (clicca qui per maggiori informazioni) a favore dell’Isbem promossa dal Comeper (Comitato Mesagne per la ricerca). Con #RilanciAmoISBEM si invitano benefattori da ogni parte del mondo ad investire anche piccole cifre per garantire lo sviluppo di un istituto che persevera nel territorio, nonostante le difficili congiunture economiche. Isbem, che opera da diciannove anni, ha formato più di cento ricercatori, implementando e arricchendo la comunità anche attraverso la partecipazione a progetti internazionali di rilievo con evidente ricaduta sociale ed economica. Il direttore Alessandro Distante incoraggia a non perdere la speranza e invita a rilanciare l’Istituto, consapevole che insieme si possa fare di più, consegnando un futuro migliore ai tanti ragazzi che continuano ad abbandonare il Mezzogiorno. “Per un pianeta Salute migliore – ha sottolineato – servono giovani talenti che irradiano speranza, scienza, innovazione e umanità. Con le competenze acquisite, essi possono "proteggere" chi ha bisogno. Nel Mezzogiorno, Isbem li recluta e cerca di formarli al meglio, ma ora questo Istituto ha bisogno di aiuto”. Appello forte per un centro di ricerca che spicca nel contesto per la capacità di resilienza dimostrata negli anni. Un piccolo e atipico gioiello di cui essere fieri. La sede in via Reali di Bulgaria, è un ex-convento del 1503. Negli affreschi presenti si coglie la forza del messaggio che l’istituto ha fatto suo: ripartire dalla semplicità di un bene comune, lavorando insieme. La metafora della squadra per attivare collaborazioni sociali e scientifiche di prestigio. Isbem negli anni ha promosso progetti nei confini locali, nazionali ed internazionali in nome della multidisciplinarietà, coinvolgendo medici, biologi, giuristi, economisti, giornalisti, ingegneri, farmacisti, docenti, epidemiologi, imprenditori.

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