Il pilota Laura e il cielo nero del becero maschilismo
Gianni Svaldi | 13 dicembre 2018

Capita di dover viaggiare per lavorare. Entrambi i verbi sono una fortuna, anche quando coincidono. Capita di incontrare gente, alcuna piacevole e altra fastidiosa. Capita di dover prendere un aereo al volo a Torino con direzione Sud. Capita che il pilota è una donna e la luce della cabina è accesa durante l'imbarco. Capita, ma non dovrebbe capitare, di sentire le battutine dei passeggeri. Non solo degli uomini ma soprattutto delle donne. E, capita, che io, che di mestiere ho gli occhi anche sulla nuca e le orecchie di un lupo, me li sorbisca tutti mentre salgo la scala. Salgo, e ogni gradino è un podio di inciviltà. “Mi faccio il segno della croce”, dice la signora con il trolley a fiori e i capelli tinti di un giallo riflettente al giovane che l'accompagna. Echeggia la risatina dei ragazzi in gita verso il Sud. C'è anche l'uomo in giacca che dice “o madonna mia!" e porta la mano sulla patta dei pantaloni. Anche una coppia si accorge della donna in cabina. “Guarda”, dice ridacchiando lui per fare con la sua accompagnatrice la figura di quello che capisce il mondo, “Guarda un po', il copilota è una donna, speriamo che non si metta a chattare mentre guida”. Capita che lei risponda all'infelice battuta con una risata fragorosa a bocca aperta e una sgomitata che fa muovere la scala. E a qual punto capita anche che io sbotti e dica incazzato rivolto alla coppia “Guardate che la donna è il pilota e non il co-pilota”. Capita che lui di tutta risposta, cercando la mia complicità, dica “speriamo di cavarcela, vero?”. Capita che io risponda: “Stia tranquillo, ce la caveremo”, riferendomi non al volo ma con mal riposta speranza alle sorti dell'umanità.

Capita. Ma non dovrebbe capitare sul finire dell'anno del Signore 2018.

Epilogo. Mentre scrivo queste due righe sono a circa novemila metri di altezza e Laura, così si chiama il capitano dell'aereo sul quale volo, sta facendo un ottimo lavoro (farà anche un ottimo atterraggio). E penso che in Italia, in fondo, sia stato molto facile far crescere il clima di odio e invidia che gira sui social e nella politica in un terreno così fertile. Su questo humus fatto di donne e uomini tutti con l'iphone in tasca ma con l'apertura mentale di cavernicoli infastiditi che a pilotare un simbolo fallico - loro assillo e delizia direbbero Freud e Lacan - sia una donna.

Capiterà che io guardando un aereo passare da oggi penserò sempre un po' a Laura. Alle tante Laura. Comandanti di aerei che ci guardano da lassù, che tutti i giorni portano sulla schiena la croce peccato di essere donne e giovani. Che non solo lottano e lotteranno con le turbolenze, i venti, i fulmini che squarciano la pancia del cielo, e le nuvole nere con l'unico compito di riportarci a casa sani e salvi, tutti – aimè, dico io a labbra strette: anche le imbecilli e gli imbecilli. Ma devono, e dovranno, per molti anni ancora lottare con il male peggiore col quale la nostra specie deve combattere: la stupidità e la pochezza di milioni di donne e uomini. Guerra per l'evoluzione lunga e con esito incerto.

*In copertina una pagina della fanzine Chemtrails Genocidio di Dario Arcidiacono riprodotta sul blog di Tony Graffio

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Commenti
Federica 94 giorni fa
Buongiorno, sono Federica pilota di aerei. Ho letto il suo articolo e, nonostante mi ritrovi in alcuni dei punti trattati, lo trovo un po’ troppo teso a far emergere a tutti i costi la debolezza della donna. Purtroppo la gente che fa battutine di poco conto, la si trova ovunque. Allora dovremmo puntare il dito contro anche a tutti quelli che giornalmente inveiscono sull’incapacita di guidare l’auto che hanno certe donne. Credo che continuando a far emergere questi episodi spiccioli dati dall’ignoranza, non si “educhino” le persone a capire che a giorno d’oggi anche una donna può pilotate un aereo allo stesso modo e con le stesse capacità con le quali lo fa un uomo. Secondo la mia opinione c’è veramente poca conoscenza sull’argomento, vedi quando il ragazzo dice alla fidanzata “il co-pilota è una donna” e lei replica un po’ scocciato “la donna È IL PILOTA”. In volo la responsabilità finale è sempre del comandante, ma fortunatamente in cabina, dopo anni di problematiche a livello gerarchico e a seguito di diversi incidenti aerei, siamo finalmente arrivati ad avere una parità di compiti, dove le decisioni vengono prese di comune accordo tra Comandante e Primo ufficiale donna o uomo che siano.