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Vito Mariella lavora nel campo dell'immigrazione e collabora con RFMag
Migranti, oggi gli aiuti Ue sono una ipocrisia
Vito Mariella | 25 luglio 2018

La vita è un valore assoluto. Non importa che tu sia cristiano, mussulmano, buddhista o ateo, la vita è principio e fine di ogni essere umano. È possibile misurare il suo valore? È possibile determinare il suo prezzo?
Secondo l’Unione Europea la vita di ogni migrante salvato e accolto vale 6 mila euro, pari al costo di una modesta auto usata. Di altro avviso sono i trafficanti di esseri umani: 5 mila euro se si è ricchi e si proviene dalla Turchia, meno di 500 euro se si parte dalla Libia. Le quotazioni della  “borsa della vita” oscillano col variare della longitudine. Ad ogni coordinata corrisponde un prezzo differente.
Gli "incentivi" al salvataggio di esseri umani sono il punto più basso toccato dall’Europa. Un'unione di stati condannata alla disgregazione politica e sociale, che ha ormai smarrito la bussola dell’umanità. I contributi offerti da Bruxelles per convincere l’Italia a riaprire i porti,  metterebbero sullo stesso piano la Guardia Costiera (ultimo avamposto dello stato italiano) e i trafficanti: tutti in mare per un profitto. Senza superare, però, i 500 salvataggi. Altrimenti nessun incentivo.  Fa bene il ministro Salvini a rimandare al mittente la proposta, ma sbaglia la motivazione. Gli aiuti europei non sono un' “elemosina” ma rappresentano l’ipocrisia di un continente che cerca di mercificare e barattare sul piano politico i migranti. Ma la vita umana non ha prezzo. Almeno, non dovrebbe. 
 

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