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Gianni Svaldi, giornalista, è il direttore di Radici Future Magazine (photo Maurizio Ingenito)
I giornali servono, sopratutto quando si finisce nel treno piombato della storia
Gianni Svaldi | 13 giugno 2018

L'editore dello storico giornale pugliese la Gazzetta del Mezzogiorno ha annunciato la chiusura delle redazioni di Brindisi, Matera e Barletta. La notizia dovrebbe allarmare tutti, anche chi, leggendola ora, sorride compiaciuto. Quando chiudono un giornale o una redazione è un po' come quando chiudono in paese una parrocchia, una caserma dei carabinieri. Tutti perdono qualcosa: quando chiude una parrocchia anche l'ateo si sente più solo senza campane, quando chiude una caserma dei CC anche il delinquente non sa più dove fare denuncia di smarrimento delle chiavi dell'auto o chi chiamare quando da carnefice diventa vittima.

I giornali a volte non dicono quello che ci piacerebbe sentirci dire. E' vero. A volte sono di parte, è vero. Sbagliano, è vero. Ma anche chi oggi paonazzo esulta tutte le volte che un giornale o una redazione chiude - o rischiano - si dovrebbe intristire e preoccupare, perché basta un attimo per passare dalla banchina a ridere alle spalle del nemico deportato, a dentro il treno piombato della storia. E quando si sta dentro il treno piombato - vi assicuro - fa comodo avere un giornale e una redazione lì a non far passare la cosa in silenzio. Perché la storia ha tante vittime, ma le più tristi e insalvabili di tutte sono quelle che nessun giornale racconta

Il comunicato stampa dell'Assostampa di Puglia

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