Gianni Svaldi, giornalista, è il direttore di Radici Future Magazine (photo Maurizio Ingenito)
Privacy, solita solfa: costi per le aziende, guadagno per i consulenti e truffatori che continuano indisturbati
Gianni Svaldi | 25 maggio 2018

Le rivoluzioni, nella maggior parte dei casi, servono a non cambiare niente. Accade quasi sempre nella politica nostrana. A volte, avviene anche nella tecnologia quando i burocrati si mettono a maneggiare la tecno-democrazia. Materia quest'ultima che entra in pieno conflitto con la burocrazia: la prima nasce per mettere tutti nelle condizioni di fare tutto, la seconda opera da sempre affinché tutto avvenga con il consenso di pochi. Oggi, 25 maggio 2018, entra in vigore - in tutti gli Stati dell'Eurozona - il Regolamento Ue 2016/679 noto come GDPR (General Data Protection Regulation). Gli spot dicono che con la nuova normativa ci saranno diversi aspetti della gestione della privacy che si semplificheranno e altri che diventeranno più moderni. E' vero? Di certo c'è chi ci perderà qualcosa e chi ci guadagnerà. Partiamo da chi perde: le aziende che avranno costi aggiuntivi di gestione delle banche dati che dovranno far ricadere sugli utenti finali. Chi guadagna: una nuova schiera di consulenti esterni che dovranno supervisionare la gestione della privacy. E l'utente finale? Certo potrà tutelarsi dalle piccole scocciature, ma il GDPR non lo tutelerà dai banditi della rete. Non lo tutelerà da chi ruba dati delle carte di credito, da chi fa phishing, da chi si finge giovane infermiera o parrucchiera sexy per far spogliare e masturbare inesperti navigatori e poi ricattarli con la minaccia di mostrare il video a familiari e amici della vittima. Un ragazzo del Nuorese si è suicidato nel 2017 per un annuncio erotico, vittima di una banda guidata da un 39enne italiano che si spacciava per agente della polizia postale e che avrebbe colpito 600 volte prima di essere scoperto. Non è l'unico. Digitate su un motore di ricerca "ricatto internet" e vi si aprirà un mondo, ed è solo la punta di un iceberg fatto soprattutto di denunce non fatte per vergogna e disperazione. Invece di investire concretamente sulla caccia ai delinquenti che usano la rete senza nessun tipo di scrupolo, che se la ridono delle forze dell'ordine e della giustizia, l'Ue produce cavilli (certo utili ma non indispensabili) per chi nelle regole più o meno ci sta già. Insomma, solita solfa.

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