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Gianni Svaldi, giornalista, è il direttore di Radici Future Magazine (photo Maurizio Ingenito)
Senza cultura della legalità, la giornata della Libertà di stampa è utile come quella dell'Igiene delle mani
Gianni Svaldi | 3 maggio 2018

Chi vuole veramente una stampa libera? Oggi nella giornata mondiale della libertà di stampa è utile chiederselo. Per i politici italiani la stampa va mantenuta libera solo se indaga sui fatti degli avversari, invece è prezzolata e faziosa quando indaga sui fatti di casa loro. Per la maggior parte degli italiani, soprattutto per i leoni da tastiera, la libertà di stampa dovrebbe indagare solo sui politici invisi, o scrivere male solo della squadra di calcio avversaria. Mai sia toccare i loro beniamini, mettere in dubbio i loro piccoli privilegi di piccoli borghesi, a quel punto sono insulti e minacce di morte. Allora, in un paese rancoroso un buon giornalista non è bravo se è onesto e capace di cercare la verità, ma è bravo se alimenta il fiele della maggioranza rancorosa. A 25 anni dalla sua costituzione, il World Press Freedom Day rischia di restare una delle tante festività vuote, istituite per lavare le coscienze. Senza una cultura della legalità la Giornata è solo parata e demagogia. Senza una presa di posizione netta in Italia da parte della politica, della magistratura, alla quale non fa sempre piacere che le inchieste giornalistiche rubino la scena a quelle giudiziarie, il 3 maggio resterà una data vuota. Una delle tante strane ricorrenze che il web ci ricorda. Ah, a proposito, domani 4 maggio è la giornata mondiale della risata, il 5 quella dell'igiene delle mani e il 9 la giornata mondiale degli uccelli migratori.

 

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