Bari: storia di Efe, nave con tanti significati
Alessandro Schino | 9 marzo 2019

BARI - C’è una sirena venuta dal Medioriente sdraiata in spiaggia, che fa impazzire i baresi. Tutti ne parlano in città. Tutti la cercano e tutti la vogliono: è caccia alla foto, al selfie creativo, alla parodia mediatica. Non si spiegherebbe altrimenti la follia che si è diffusa fin dal momento del suo arrivo il 23 febbraio scorso. Bari è una città abbastanza grande ed abituata ad eventi di ogni genere e ci voleva un fatto davvero così speciale per destare tanta frenesia popolare. Ma chi è la bella addormentata in spiaggia?

Lei si chiama Efe, ha 42 anni ben portati, è nata in Turchia ed ha girato il mondo. Oggi è la star indiscussa della città di San Nicola. Voleva entrare dal mare, esattamente come fecero le spoglie del Vescovo di Mira nel 1087, forse aveva scelto di approdare anche lei sulla spiaggia di San Giorgio, come il Santo suo compaesano di nascita. Una mareggiata, però, ha rovinato i piani della nostra avventuriera del mare, che ha finito con l’incagliarsi sui frangiflutti a 5 km dallo storico approdo, sulla spiaggia cittadina di “Pane e Pomodoro”.

Quindi la nostra Efe è turca ed ha 42 anni; insomma, una “signorina grande”, e quindi se è venuta a Bari sicuramente lo ha fatto per cercare marito, per chiedere “la sorte” al Santo toccando la colonna nella cripta della basilica cattedrale, come vuole la celebre tradizione popolare. Sicuramente fra i tanti baldanzosi giovanotti tatuati che si accalcano per fotografarla, troverà il suo principe azzurro. O meglio biancorosso, fa lo stesso. Siamo comunque sicuri che il motivo di tanto interesse è questo: l’innato romanticismo della città “porta d’oriente”.

Sarebbe una bellissima storia d’amore metaforico, se non ci fosse un però. Si, perché un però, c’è. Andando a indagare meglio scopriamo che Efe, in realtà, non è un nome di donna, ma di uomo. Che disdetta. Neanche il tempo di sognare una avventurosa storia d’amore, che siamo costretti a rimpastare gli ingredienti. Che peccato, ci piaceva tanto l’idea della bella sirenetta in cerca della buona sorte amorosa. Non che abbiamo nulla contro le unioni civili internazionali, per carità, tutt’altro. Ma la tradizione è tradizione, e Sa Nicola porta la sorte alle zitelle, non ai “zitelli”. Indagando ancora, scopriamo anche che Efe in turco significa “baldo, coraggioso” e la cosa ci piace. Quindi il nostro sirenetto è magari un audace marinaio quarantenne, che innamoratosi delle bellezze della nostra costa sud, ha cercato in ogni modo raggiungere la popolazione locale.

Approfondendo ancora la ricerca, scopriamo che Efe significa anche “fratello maggiore” quindi è un parente di tutta la città, una persona più grande a cui si deve rispetto. A Bari lo chiameremmo “Lo zio”, espressione che si utilizza proprio in questi casi.

Non avrei mai pensato che i turchi in tre sole lettere ci mettessero tanti significati, e infatti Efe vuole dire anche “uno che ha molta resistenza e amore”, quindi, riassumendo, sulla nostra costa è arrivato un fratello maggiore, baldo, coraggioso, uno a cui chiedere consiglio, aiuto, protezione. Uno magari che possa risolvere tutti i nostri problemi, un altro Santo. O forse un nuovo Principe illuminato e Liberatore al quale prostrarci e giurare eterna fedeltà, almeno fino alla prossima venuta, alla prossima santificazione, alla prossima elezione.

Ecco perché. Ecco spiegata la ragione della follia che ha contagiato mezza città. Ecco perché tutti accorrono per fotografarlo, per ammirarlo, per ispirarsi in lunghe pause meditative, per portarsene via un pezzetto di reliquia, se pur digitale.

E quando vi dicono che si tratta del “Efe Murat”, nave mercantile turca varata nel 1977, quando vi raccontano che per tirchieria (non turcheria) il suo capitano non ha voluto seguire le indicazioni della capitaneria e ormeggiare al sicuro nel porto per evitare di pagare gli oneri di sosta (che poi, dai, il grattino sul lungomare costa 2 € l’ora), quando vi evidenziano che senza i frangiflutti costruiti dopo la mareggiata del 1980 ci sarebbe stato un disastro ambientale senza precedenti che avrebbe potuto rovinare la costa, la stagione, la salute pubblica, voi non ci credete.

Efe è uno zio grande baldo e coraggioso, portatore di forza e amore per tutti venuto a proteggerci. O se preferite, è una sirena mediorientale ancora zitella in cerca della sorte amorosa da chiedere a San Nicola. Qualunque sia la storia che preferita, Efe è comunque eroe.

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