"Da bocciare le modifiche all'esame di stato: viene limitata la fantasia del ragazzo"
Parlano gli studenti: la mancanza di trasparenza riguardo alle modifiche alle quali si andrà incontro a giugno non rende il compito facile nelle scuole, né alle classi né ai docenti
Elisea Lacarbonara e Donato Greco del Collettivo 080 | 21 febbraio 2019

Da oggi nasce una nuova collaborazione: è tra Radici Future Magazine e i ragazzi del Collettivo 080. E' uno spazio aperto nel quale possono esprimere le loro opinioni, il loro dissenso civile. Sono tutti giovani studenti e sono il futuro dell'umanità. Ho chiesto loro di aiutarci a capire cosa sperano, cosa vogliono, che valore danno alla felicità e che rapporto hanno con gli eventi e il mondo degli adulti. Non è un progetto scolastico. Ho evitato di rivolgermi alla scuola, pur riconoscendone il potente ruolo sociale. Mi sono rivolto direttamente a loro per accorciare la filiera, evitare che un adulto mettesse mani (in buona fede si intende) sull'articolo dei ragazzi. Il loro metodo di lavoro è collettivo, semplice e democratico: si riuniscono, discutono il tema da affrontare e uno o due di loro si occupano della stesura. Questa è la prima uscita.

Gianni Svaldi, direttore responsabile RFMag

 

 

Il nuovo anno per gli studenti non si è di certo aperto nel miglior modo possibile. Ad aspettare gli scolari infatti c'è stato un bel faldone di modifiche all’esame di stato. Tra le novità discutibili, emerge l'eliminazione della terza prova e un cambio radicale all'interno della prova orale, con la rimozione della tesina.

Apparentemente ciò potrebbe sembrare vantaggioso nei confronti degli studenti, ma non si mette in conto il rischio per il candidato di non avere linee guida e di non essere pienamente liberi di portare l'argomento desiderato. Così facendo, viene limitata la fantasia del ragazzo. La cancellazione della terza prova, poi, è soltanto apparente, in quanto i maturandi dovranno in ogni caso ripetere un intero programma scolastico. Ed è consuetudine che gli insegnanti, per mancanza di tempo o per altri motivi impellenti, non riescano a completare il percorso di studi ogni anno, gravando così su quello successivo. Ecco che quindi gli studenti dovranno destreggiarsi fra un programma infinito e l'immensa preparazione per i test d'ingresso all’università.

La mancanza di trasparenza riguardo alle modifiche alle quali si andrà incontro a giugno non rende il compito molto facile, né alle classi né ai docenti. Essi non sono formati in maniera adeguata alla preparazione degli studenti dal momento che le modifiche sono state apportate in gran ritardo: essendo da sempre stati abituati a un esame differente, riorganizzare le proprie idee in 5 mesi non avrà lo stesso effetto di educare gli alunni in 5 anni. E buttarla sull'aspetto politico, rimarcando che la nuova maturità è prerogativa dello scorso governo, non aiuterà i docenti a svolgere il loro ruolo.

Fra i vari ostacoli inerenti alla buona riuscita dell'esame, c'è senz'altro una seconda prova criptica. Se prima la seconda prova sembrava complicata, adesso è un vero incubo! Il MIUR ha ben pensato di inserire due materie distinte in unica prova, creando enorme preoccupazione fra i banchi degli studenti. Ad esempio, verranno affrontate due versioni di classico, lo scientifico non solo vede la ricomparsa della tanto temuta Fisica, ma anche di problemi di Matematica... E così via. È chiaro che nella seconda prova i cambiamenti non sono stati efficienti.

Non si può, dunque, non reputare la Maturità 2019 un totale fallimento, non solo per gli errati cambiamenti strutturali, ma anche per la scarsa importanza data alla voce degli studenti, organo vitale del complesso meccanismo scolastico italiano.

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