Silvano Trevisani è giornalista, racconta da 40 anni Taranto e la Puglia
Il reddito di cittadinanza non è per chi cerca un lavoro regolare ma per chi non lo vuole
Silvano Trevisani | 18 gennaio 2019

Se il sostegno all’editoria, in un Paese che legge poco, che è succube della tv e ora anche del web politico, è considerato assistenzialismo, e perciò va eliminato, anche se si mettono sulla strada migliaia di lavoratori, come considerare il reddito di cittadinanza, di cui finalmente abbiamo potuto leggere il dispositivo estremamente lungo e asfissiante, pieno di arzigogoli inutilmente tesi a evitare distorsioni, che premierà soprattutto chi non dovrebbe riceverlo? Non siamo noi a dirlo per primo, la Cgia di Mestre ha dimostrato che almeno metà delle elargizioni andranno a lavoratori in nero.

Ma entriamo nel merito del RdC precisando: non siamo affatto contrari in linea di principio allo strumento che, in un altro Paese (in tutti gli altri paesi europei) avrebbe un senso, ma questo “reddito” così com'è stato varato ha solo un intento (comprensibilmente!) elettorale.

Cominciamo col dire che non si tratta di un reddito di cittadinanza inteso a creare occupazione per i giovani disoccupati. No. Si tratta solo di un allargamento del Rei, il Reddito di inclusione già esistente, strumento di lotta alla povertà un po' timido e inadeguato, per famiglie e pensionati virtualmente sotto la soglia di povertà

Cerchiamo di esprimere pochi concetti, più chiari possibili, perché illustrare la normativa enciclopedica su cui il governo lavora da mesi richiederebbe spiegazioni altrettanto lunghe.

Cominciamo col dire che il RdC non è un reddito per i disoccupati, se per disoccupati intendiamo i figli di famiglia, molto spesso laureati, che non trovano lavoro da anni, perché le aziende non lo creano né tanto meno la pubblica amministrazione, visto che il governo, per reperire i soldi, ha bloccato anche le assunzioni in programma, pur di mantenere questo impegno elettoralistico... Insomma non lo percepiranno coloro che hanno votato 5Stelle sperando di riceve 780 euro in attesa di trovare lavoro. Soprattutto al Sud. A meno che non facciano parte di famiglie disperate, che sono nella povertà estrema e che percepivano già il Rei, o a meno che non siano nella totale illegalità.

Oltre a lavoratori in nero, infatti, percepiranno il RdC: i parcheggiatori abusivi, i pusher, le prostitute, i ladri d’auto, i truffatori e così via, nonostante i loro lauti guadagni, perché... lavorano in nero e risultano poveri (a meno che non si trovino sfortunatamente in carcere proprio al momento dell'erogazione!). Tutti abbiamo una lunga esperienza di questi finti poveri che si recano ai servizi sociali con auto di lusso per ottenere sussidi di vario genere. E nessuno andrebbe a mettere in discussione i loro diritti sacrosanti! Altro che sei anni di carcere: sei anni di risate! Vorrei vedere, poi, chi metterebbe in discussione il diritto al reddito di coloro che occupano da anni abusivamente case pubbliche o altrui, o che godono di una casa popolare senza mai aver pagato l'affitto: la casa che occupano non è loro e quindi non è caricata nell’Isee, anche se ne fruiscono! Ammesso che poi questa pantomima di Isee dica qualche verità, com’è ampiamente smentito dai fatti.

A proposito: il reddito è per nucleo e attenti, potrebbe anche venire suddiviso tra i componenti, che ovviamente devono esser tutti disoccupati o sottopagati, o magari divorziati, ma solo per un massimo di 500 euro (anche meno se in casa c'è un altro reddito inferiore) gli altri soldi servono per il fitto o eventualmente per il mutuo. Tutti, in famiglia, devono sottoscrivere il Patto per il lavoro. Tranne il cane...

Andiamo alla modalità di erogazione: ad agire dovrebbero essere i centri per l’impiego, che hanno ora il personale contato e molto avanti negli anni, e che avranno difficoltà estrema…

Ma no, mi risponderà uno meglio informato: stai dicendo un cumulo di fesserie, perché è certo che i centri per l’impiego saranno riformati e che è stato anche stanziato un miliardo per questo. Ma che faranno, assumeranno altro personale? Devono farlo per concorso, essendo pubblico impiego. E quando saranno fatti i bandi, e le graduatorie e la formazione degli operatori?  Niente concorsi: se sceglie fior da fiore e se proprio non ce la fanno loro, sarà dato incarico a una società che  va a genio al Governo.

Ah! Dimenticavo che i centri per l’impiego devono inventare i corsi di formazione da impartire ai recettori del trattamento. Ma formazione in che cosa? Chi li fa questi corsi? Dobbiamo assumere anche i formatori? E per insegnare cosa? Per insegnare a zappare a coloro che, avendo avuto il terzo figlio, possono avere la terra!? Beh, questo argomento rimandiamolo a un'altra volta... ma vorrei proprio sapere chi forma chi e a quale lavoro.

E poi: è certo che la norma prevederà che non si possono rifiutare più di tre proposte di lavoro, se no si perde il sussidio! Qui le risate ci spingono alle lacrime! Tre proposte di lavoro? Il 95% degli iscritti al collocamento non ne ha mai ricevuto una! Ora dovrebbe riceverne tre?

Comunque attenti, la normativa è a dir poco capziosa: la prima proposta entro sei mesi può portarvi a 100 chilometri, la seconda a 250, ma se la prima arriva nei dodici mesi... non vado oltre perché il garbuglio è inestricabile. Immagino che gli operatori dei centri per l'impiego dovranno studiare duro per tenere a mente questo florilegio di disposizioni.

Mi sfuggiva un particolare trascurabile: i recettori dell’assegno devono lavorare per un po' di ore per il Comune. A fare cosa? A raccogliere i fogli caduti dalle scrivanie degli impiegati comunali?

Ma no! E' spiegato bene al coma 14 dell'art. 4: “il beneficiario è tenuto ad offrire nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività del beneficiario e comunque non superiore al numero di otto ore settimanali”. Chi li gestisce o spiega loro che lavoro si richiede? Chi li forma? I dipendenti comunali in esubero, che fanno opera di volontariato, che hanno tempo da perdere o che ricevono uno straordinario?

Difficile sarà convincere i parcheggiatori abusivi, che imperversano sempre più numerosi e che riceveranno sicuramente il sussidio perché nullatenenti documentatamente, a lasciare scoperto il posto per otto ore, a rischio che lo occupi qualcun altro!

Non dimenticavo qualcos’altro? Ah sì. Non saranno dati soldi in contanti, perché non vengano sprecati alle slot machine ma saranno versati su una carta e andranno spesi entro il mese. Oddio: si può sempre far spendere i soldi della carta a un parente e farseli dare in contanti, un po' come fanno i diciottenni per il bonus cultura! O forse il governo ha intenzione di mettere un finanziere dietro ogni recettore per controllare se la spesa alimentare va a finire sulla tavola giusta?

Moltissime altre cose si dovrebbero e potrebbero dire, a partire dall'estrema complicatezza della struttura che richiederà ai fruitori un livello di comprensione e memorizzazione dei propri doveri non trascurabile. Il reddito, da chiedere a partire dal 1° aprile (data altamente simbolica) dovrebbe essere erogato il mese dopo, appena a tempo per le elezioni europee ma, e questo è un parere del tutto personale... non eviteranno ai 5Stella di vedere spostare masse di proprie elettori verso...

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