La macchina dell'odio sta facendo il salto di qualità
Prima le minacce di morte a politici, sindacalisti e giornalisti. Ora anche a comuni cittadini che scrivono sui social. Prende sempre più piede che dietro vi sia una regia e una strategia. Nel mirino, questa volta, un'attivista PD e mamma di una consigliera comunale di Udine. Le hanno scritto: "La bara per te scrofa antifascista è pronta"
Gianni Svaldi | 30 agosto 2018

Prima è toccato ai politici, poi a sindacalisti e giornalisti, adesso tocca ai comuni cittadini che esercitano il diritto di opinione sui social. La macchina dell'odio ha fatto il salto di qualità ed è difficile pensare che dietro non vi sia una strategia e una regia. A denunciare in queste ore delle minacce gravissime è Maria Lucis, mamma di Sara Rosso (PD), consigliere comunale di opposizione del Comune di Udine“.

I fatti: nelle scorse ore Maria Lucis ha trovato un messaggio nella posta di facebook: "Guardati le spalle fottuta bagascia antifascista di merda. Sappiamo dove abiti e dopo bruciarti la macchina ti sprangheremo senza pietà. Devi morire tu e quei negri bastardi che tanto difendi. Sappiamo dove trovarti. La bara per te scrofa antifascista è pronta".  Dopo un primo tentennamento, la donna ha deciso di denunciare l'accaduto alla Polizia. Una decisione intelligente che dovrebbero seguire tutti quelli che oggi vengono minacciati. E non sono pochi.

La Polizia le ha consigliato di rendere pubblico il messaggio di minaccia. E lei lo ha fatto accompagnandolo con questo post: "Avevo pensato di non dire niente, anche per non far preoccupare la mia famiglia e i miei amici, ma la Polizia , al contrario, mi ha consigliato di dare la massima pubblicità a questo fatto. Questo l'ho ricevuto qualche giorno fa, da un utente anonimo.
Molto coraggiosi vero? Questo è il clima che si è creato in questo Paese. Per carità, questo non è nulla, ma è sintomatico dell'effetto dei "proclami" di certi galantuomini e della diffusione a tutti i livelli di "notizie" vere o presunte, anche con profili e blog che servono solo a diffondere cattiverie, falsità e odio. ( ne conosciamo più di qualcuno, vero?)
NATURALMENTE IO SONO QUA CHE TREMO DI PAURA, COME TUTTI/E QUELLI/E CHE MI CONOSCONO POSSONO IMMAGINARE…
"

Abbiamo raggiunto telefonicamente la signora Lucis. "Non ho mai dato neanche del cretino a nessuno. Sono un'attivista del PD e una antifascista ma non ho mai insultato nessuno, ecco perché non capisco cosa possa aver scatenato tanto odio nei miei confronti sino ad augurarmi la morte", dice. "Ho commentato qualche post su qualche blog. La mia foto profilo sino a qualche tempo fa era "Io sono un'antifascista", ma ho rimosso da tempo quella immagine". La donna è iscritta all'anagrafe antifascista di Sant'Anna di Stazzena. E il messaggio anonimo risale al 13 agosto. Il 12 agosto scorso è caduto il 64esimo anniversario dell'eccidio compiuto da nazisti e fascisti. A Sant’Anna furono 560 i morti tra donne, bimbi e anziani. La vittima più piccola, Anna Pardini, aveva venti giorni.

Non è da scartare che tra le due ricorrenze vi sia una coincidenza. "Poche ore prima che il messaggio fosse spedito avevo scritto dei commenti su  blog e pagine social inerenti la strage", spiega l'attivista.  Ipotesi. A fare il resto sarà l'indagine della Polizia che chiarirà i contorni della vicenda. "Quello che mi preoccupa di più è leggere che c'è chi sminuisce il fatto, chi dice che è uno scherzo", conclude rammaricata. 

Resta la gravità del clima. Resta il sospetto. La tesi ricorrente è che gli autori di questi messaggi siano frustrati e ignoranti senza un preciso disegno: ma le tecniche che adottano oggi gli odiatori sono tecniche note e schematizzate dal ministro nazista della propaganda Joseph Goebbels e dagli esperti di controllo delle masse  e utilizzate nel 900 dal nazismo e dal fascismo, troppo "tecnicismo" per dei semplici "ignoranti perdigiorno", persone che non saprebbero neanche in che anno c'è stato il nazismo e il fascismo. Resta il pericolo: perché tra mille, 10mila vigliacchi micini da tastiera, eccitati dai loro leder politici e da fake news, può nascondersi chi, psicologicamente ancora più debole, eccitato dal clima passi dalle minacce ai fatti. 

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