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Bari zona stadio (Photo Piermarino Zippitelli)
La Bari che le guide turistiche non ti mostreranno mai
Reportage in bianco e nero nella periferia barese
Gianni Svaldi e Piermarino Zippitelli | 22 agosto 2018

Bari è bellissima. Punto. Questa è la premessa. E' bellissima come solo le città di mare sanno essere. C'è però un'altra Bari, meno raccontata: quella della periferia urbana. Quella del disincanto, che si scontra con la meraviglia abbagliante e unica della Bari da cartolina del teatro Petruzzelli, del lungomare, del Castello, della Città vecchia.

Nel reportage in bianco e nero, invece, la periferia di Bari potrebbe essere quella Romana, Milanese, Bolognese, Genovese. Edilizia perlopiù degli anni Cinquanta: icona di un boom economico che non c'è più. Perché le periferie italiane sono tutte uguali: sono fatti di ponti, palazzi decrepiti, sporco, abbandono. Sono, come nel servizio fotografico, in bianco e nero. Le immagini hanno persino un loro fascino. Ma non bisogna lasciarsi ingannare, il degrado pasoliniano è affascinante se visto da lontano, dai comodi salotti. Per chi la vive tutti i giorni è disagio, povertà economica e morale. Abbandono che inevitabilmente si deve trasformare in denuncia per evitare che l'edilizia urbana diventi sempre più sinonimo di tragedia. 

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