Dimagrire sui social, chi di sicuro diventa slim è il portafogli
Maria Teresa Trivisano | 22 febbraio 2018

Mentre  l’associazione di dietetica e nutrizione clinica (Adi) mette in guardia dalle “nutrition fake” dietro le quali si nasconderebbe il più delle volte “un business fatto di integratori, pillole e pasti sostitutivi privi di alcuna validità”, in chat si muove un esercito composto soprattutto da donne armato di pochi studi e tanti consigli

Dimagrire o rimodellare la propria silhouette è un obiettivo molto diffuso, ma accanto a coloro che decidono di perseguirlo seguendo i consigli di esperti e professionisti, ci sono numerose persone che si affidano a mezzi più semplici e veloci. Se un tempo, i metodi miracolosi si cercavano online chiedendo a Google “come perdere peso”, adesso sono loro a cercare noi su Facebook con una formula di domanda inversa: “Vuoi perdere peso?”. Una proposta che negli ultimi mesi si è fatta sempre più insistente con una dinamica uguale per tutti: le numerose richieste di amicizia da parte di donne sconosciute e il loro invito a dimagrire.

La dinamica
Basta avere un normale profilo Facebook ed ecco che arriva la prima richiesta di amicizia, seguita da uno dei tanti messaggi “copia e incolla” che inonderanno la posta nelle ore successive. Gli apostoli di questi metodi dimagranti si presentano con una scorta di aggettivi smielati, cercando di arruffianarsi subito la nostra considerazione e metterci a nostro agio. Dopo un twist di convenevoli arrivano subito al dunque, corteggiandoci con l’idea di cambiare vita e riscoprire benessere e piacere così come è già successo ad alcune di loro (almeno, così dicono). Partono all’attacco e danno il via alla chat molesta, scrivendo ogni giorno con l’intenzione di chiudere un nuovo ordine.

L’approccio
Ognuna di loro premette subito che si tratta di programmi alimentari, messi a punto da esperti e nutrizionisti, basati su prodotti naturali, senza alcuna controindicazione. Ogni piano alimentare corrisponde a un pacchetto specifico, da acquistare in base alle nostre necessità. Così, senza nessun titolo o qualifica in materia, stabiliscono il percorso più adatto alle nostre esigenze, limitandosi a chiederci solo quanti chili vorremmo perdere. Le più scrupolose si informano su eventuali allergie. Fra i kg che “vorremmo perdere” e quelli che “dovremmo perdere”, però, c’è un confine non irrilevante: quello tracciato dal parere di un esperto in grado di stabilire concretamente di cosa avrebbe bisogno il nostro corpo.

Il piano alimentare
Attorno ai loro prodotti gravita un esercito di donne che scrive e posta da mattina a sera, in chat private e gruppi di supporto. I piani alimentari funzionano grazie al “pasto sostitutivo” e a delle pillole speciali. Chi segue questi regimi ogni giorno deve assumere le capsule e sostituire uno dei due pasti principali con una barretta o un preparato in polvere da diluire. I prezzi variano secondo i pacchetti: ci sono quelli anticellulite, bruciagrassi o per la tiroide. Un mese di regime può costare mediamente 150 euro, ma i pacchetti sono programmati per periodi di almeno quattro mesi, con possibilità di pagamento in quattro rate. Basta confermare la volontà di provare questi gustosi prodotti e a eseguire l’ordine ci penserà la nostra nuova personal coach, o tutor, o amica, fate vobis. I kg persi si condividono su Whatsapp o chat di gruppo, congratulandosi a vicenda per i risultati raggiunti.

La rieducazione
Tra collage del “prima” e “dopo”, selfie in mutande, citazioni profonde sul senso della vita e primi piani di cellulite, nel giro di pochi giorni l’argomento di tutti i post nella newsfeed è sempre lo stesso: perdere peso. Si parla di “rieducazione alimentare”, di regimi consigliati per tempi illimitati a donne in menopausa o in allattamento, di pillole speciali in grado di migliorare le funzionalità della tiroide e il tono della pelle, di ritrovare energia e vitalità. Nella caccia alla prossima cliente perfetta, le prede più appetitose sono le donne che devono superare i postumi di una gravidanza. Le prede più pericolose sono i bambini. Chi vende questi prodotti li consiglia senza esitazioni anche per bambini in sovrappeso: ma se non insegniamo a questi ragazzi l’ABC per un corretto stile di vita e una sana alimentazione, come potremmo mai aiutarli a tenersi in forma? Non si tratta semplicemente di integratori, ma di “sostituivi dei pasti”: concentrati di vitamine che nel tempo possono causare un effetto placebo e affaticare fegato e reni.

Dimagrire guadagnando?
Alcune di loro, oltre ai prodotti, vendono anche la possibilità di un nuovo lavoro, facile e ben retribuito. L’obiettivo è allargare il proprio giro vendite, cercando di salire sempre più al vertice di una gerarchia specifica. Dietro ciò che è definito marketing multilevel c’è il classico modello piramidale. Attraverso questo sistema non si punta alla vendita di un prodotto, ma alla vendita di un’opportunità di business. Il fine ultimo è quello di reclutare costantemente nuovi membri ai quali si richiede un piccolo investimento iniziale come quota di accesso o una piccola scorta di prodotti. Questi si trasformeranno in nuovi promotori che alimenteranno la base della piramide e con i loro acquisti contribuiranno ad aumentare i guadagni di chi è al vertice, attraverso laute commissioni. Questo modus operandi, detto piramidale, è severamente vietato dalla legge (Art. 5 della legge 175/05) che prevede pesanti sanzioni per chiunque promuova, organizzi e prenda parte a questo tipo di attività.

D’altronde, cosa muoverebbe tutto questo interesse se non il fine ultimo del guadagno?
Talvolta, il rapporto con se stessi è fatto di equilibri molto delicati. Vivere in sintonia con il proprio corpo, amarlo e prendersene cura non è facile. La dieta mediterranea è fra le più complete ed equilibrate al mondo, basterebbe seguirla correttamente e svolgere un po’ di attività fisica per imparare a stare bene e meglio. Non serve una pillola, se c’è tanta determinazione, impegno e volontà.

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