Editoriale

Alla ragazza che versa lacrime di rabbia si regala un seme di sequoia

upward 03
Foto Upward - Alessandro Caroli

Ieri sera con un gruppo di ragazzi avremmo dovuto parlare di emigrazione giovanile, alla fine abbiamo parlato di speranza. Ci siamo parlati l’uno sull’alto, perché la speranza è sorella dell’allegria e della follia: è contagiosa. Ma la speranza è un discorso difficile in un paese (Martina Franca, eravamo lì), di una regione (la Puglia), di una nazione (Italia) dove 80 anni di raccomandazioni, 80 anni di meritocrazia soffocata, hanno messo al comando in politica, nelle istituzioni, nella società tantissimi incompetenti. La borghesia ama punirsi con le sue proprie mani (Pasolini) e l’Italia è, ed è stata, sempre abitata da borghesi piccoli piccoli. Allora, otto decenni di raccomandazioni hanno tolto i comando ai visionari, i Moro, i Gramsci, gli Almirante per dirne alcuni, per sostituirli con un governo della nazione medio-cratico, tenuto da medio-cratici e che favorisce i mediocri.

(foto Upward - Alessandro Caroli)

(Foto Upward – Alessandro Caroli)

Erano presenti anche alcuni consiglieri comunali ieri. Coi politici, per convenzione, bisognerebbe usare la regola di Zafón: dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo. E’ stato difficile però per loro essere lì, quando hai una divisa te le becchi tutte. Alcuni sono andati via presto, altri sono rimasti: si vede che il coraggio politico di restare è un po’ come quello Manzoniano “O ce l’hai o nessuno te lo può dare”. Ma a quelli che hanno avuto il coraggio rimanere e non scappare dal dibattito si regalano fiori. Ai tanti ragazzi, ognuno con la propria storia, a loro si regalano i fiori. A chi è stato zitto ma c’era, anche a lui si regalano fiori. Agli organizzatori dell’associazione Upward, trentenni con il coraggio dell’incertezza, emozionati come al primo giorno di scuola, pure a loro si regalano i fiori. Ma alla ragazza in fondo, che ha versato lacrime di rabbia per il paese dove è nata che non vuole la sua bravura perché non è figlia di papà, a lei se lo avessi avuto in tasca avrei regalato il seme di una sequoia.

 

Potrebbe interessarti anche

Laureati, disagiati, messi in fila per essere schedati

 

Questa non è l’America

 

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su