Le opinioni

Matera insegue la cultura europea e non ritrova la sua, in via “Beccherie” spento l’ultimo fornello

Matera, via delle Beccherie

di Pasquale Doria

giornalista

Era la via delle macellerie. Chi ha buona memoria non potrà mai dimenticare il buon profumo di arrosto che si sprigionava quella strada parallela a via del Corso. Via delle Beccherie si chiama ancora oggi, non a caso. Ma uno alla volta, i “fornellisti” sono andati via. Era considerata abitudine troppo provinciale degustare, pezzi agnello, salsicciotti e soprattutto “gn’mmridd” alla brace, ancora fumanti su quella indimenticabile carta grezza su cui piovevano a chili manciate di sale.

I ricordi s’inseguono con un certo moto di rimpianto, perché l’altra sera ha chiuso l’ultimo “fornellista”. Aveva cercato con tutte le forze di riprendere la tradizione della carne alla brace e, visto il gradimento e il ritorno ai sapori di un tempo, stava accarezzando altri progetti ancora. Ora, però, contrariamente a quanto sperato, deve andare via da quel locale. Per la solita ragione, il gioco dell’aumento degli affitti non vale la candela. E la fiamma della brace si spegnerà con i racconti di Saponaro, Vanni per gli amici.
Aveva imparato a fare davvero bene gli “gn’mmridd”, che non devono essere bruciati e neppure crudi, ma cotti al punto giusto. Una delizia per il palato dei carnivori senza troppe esigenze e inutili cerimoniose ricercatezze. Ma in quel locale, dove spesso si finiva per brindare in comitive improvvisate, tra una chiacchiera e l’altra, nell’attesa paziente del responso della brace, quando non c’era troppa gente, accadeva altro: si faceva silenzio ed era un piacere ascoltare. Partivano le dotte dissertazioni di Saponaro. Un geologo che, a un certo punto, ha detto basta a chi inquina il mare per succhiare petrolio fino all’ultima goccia, li ha mandati al diavolo e ha maturato una passione quasi insana per la ricerca storica. E’ così, per campare e per ricercare, è diventato il fornellista materano più colto di tutti i tempi. Di più, esperto come pochi in città di una religione, il mitraismo, frutto della cultura iranico-babilonese e notevolmente diffusa nel mondo ellenistico e soprattutto in quello romano. C’è mancato poco che diventasse il culto ufficiale dell’Impero. Forse il martoriato bacino del Mediterraneo – ha ripetuto tante volte Vanni – non avrebbe avuto più bisogno dei monoteismi, almeno quelli che si richiamano alla fede in Cristo e in Maometto e, chissà, avrebbe evitato che la sua gente continuasse a scannarsi – accade ancora oggi – per inutili guerre di religione. 
A proposito di conflitti, laconico e tagliente come sempre il suo giudizio su quanto sta accadendo. “Registro, purtroppo, che mentre Matera Basilicata 2019 auspica la creazione di nuove e mirabolanti community, in realtà distrugge quelle che, indipendentemente dalla sciagura 2019, si erano create”.
Capacità critica di leggere la realtà in una città in cui quasi tutta l’opposizione è diventata di colpo maggioranza e cibo anche per la mente, quindi, in via delle Beccherie, e duelli verbali in grado di trasmettere le conoscenze di ognuno sull’antica storia del territorio materano e dintorni, più complessa e sorprendente di quello che si possa comunemente immaginare. Forse ne risentiremo parlare. Il tutto accompagnato da duelli allo spiedo che – è un augurio personale – spero possano riprendere presto, non necessariamente in via delle Beccherie … tra le prenotazioni, già tante, c’è anche la mia.

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